Ansa

Edenlandia: Daniele (Cgil),troppa burocrazia blocca sviluppo 
Rischio stop anche ad Agnano per Gran Premio Lotteria

(ANSA) NAPOLI, 4 FEB - "Se in passato si è stati eccessivamente superficiali e poco attenti ai vincoli architettonici, piuttosto che alle concessioni edilizie, fino a giungere alla vera e propria deturpazione del territorio, ora si rischia di fare danni per la troppa attenzione e per l'eccessiva burocrazia. E' quanto sta accadendo ad Edenlandia". Lo afferma in una nota Gianluca Daniele, segretario della Cgil di Napoli. "Il parco giochi di Fuorigrotta - spiega Daniele - ha un potenziale infinito e potrebbe essere trasformato nel parco giochi più grande del Mezzogiorno. Invece, dopo i problemi che lo hanno visto prima dismettere per fallimento e poi lasciato a marcire a causa della mancanza di compratori, ora che finalmente potrebbe rinascere i lavori vengono bloccati per un vincolo presente sull'intera area della Mostra d'Oltremare. Non è possibile che gli amministratori di questa città continuino ad avvitarsi in una gestione autolesionistica di quanto dovrebbe, invece, portare economia a Napoli e alla Campania che dovrebbero puntare, per la propria rinascita economica sui due asset strategici principali: cultura e turismo". "Edenlandia è solo uno dei casi limite. A pochi chilometri di distanza abbiamo un altro esempio di fallimento annunciato e immensa perdita in termini economici e di immagine. Si rischia di non poter avere a Napoli il celebre Gran Premio Lotteria di Agnano, che a maggio ha sempre attirato tantissime persone all'Ippodromo e che quest'anno, per i problemi ormai strutturali che vedono scadere la concessione il prossimo 12 marzo, rischia di saltare se non dovesse giungere una proroga. Edenlandia e Ippodromo di Agnano come Forum, Trianon e Mercadante. Tante facce della stessa medaglia. Tanti fallimenti della stessa scellerata politica di questa amministrazione inadeguata. Oltre a perdere grandi occasioni per lo sviluppo di Napoli si mettono in pericolo centinaia di posti di lavoro che, in una città come la nostra, costituirebbero un ulteriore danno sociale"