L’anno 2001 il giorno 27 del mese di aprile presso la sede dell’AGIS in Roma

 

TRA

 

l’ANET (Associazione Nazionale Esercizi Teatrali)

 

E

 

il  SLC-CGIL

 

la FISTEL-CISL

 

la UILSIC-UIL

 

Il presente accordo di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro 28.5.1996 per gli impiegati e gli operai dipendenti dagli esercizi teatrali è stato stipulato in applicazione dei principi e delle norme contenuti nel Protocollo sulla politica dei redditi e dell’occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema produttivo del 23 luglio 1993.

 

PARTE NORMATIVA

 

1) CONTRATTO A TERMINE–CONTRATTO DI FORNITURA DI LAVORO   TEMPORANEO

 

 

A)         In applicazione dell’art.23, 1° comma della legge 56/1987, l’apposizione di un termine alla durata del rapporto di lavoro, oltre che nei casi previsti dall’art.1 della legge 18/4/1962 n. 230, è consentita nelle seguenti ulteriori ipotesi:

-             esecuzione di un’opera o di un servizio definito e predeterminato nel tempo;

-             periodi di più intensa affluenza del pubblico legati all’andamento della stagione teatrale;

-             aumento temporaneo dell’attività aziendale indotto da particolari esigenze;

-             inserimento di figure professionali non esistenti nella compagine aziendale di cui si voglia sperimentare l’utilità.

 

Per la disciplina dei contratti a tempo determinato si applicano le disposizioni della legge 18 aprile 1962 n.230 e successive modificazioni ed integrazioni.

 

Ai lavoratori assunti a tempo determinato sarà dovuta una maggiorazione del 30% della retribuzione giornaliera, da tenersi distinta dalla retribuzione stessa, in sostituzione del trattamento di fine rapporto, della gratifica natalizia o 13^ mensilità, del premio annuale aggiuntivo della gratifica natalizia o 13^ mensilità nonché dell’indennità sostitutiva delle ferie.

 

B)         Il contratto di fornitura di lavoro temporaneo disciplinato dalla legge 196/1997 può essere concluso, oltre che nei casi previsti dalla legge stessa, nelle seguenti fattispecie:

 

-             esecuzione di un’opera o di un servizio definito e predeterminato nel tempo;

-             periodi di più intensa affluenza del pubblico legati all’andamento della stagione teatrale;

-             aumento temporaneo dell’attività aziendale indotto da particolari esigenze;

-             temporanea utilizzazione di professionalità non presenti in azienda.

 

Le qualifiche di esiguo contenuto professionale per le quali è vietato il ricorso al lavoro temporaneo sono quelle di cui al 6° e 7° livello della scala classificatoria del personale.

 

Il periodo di assegnazione inizialmente stabilito può essere prorogato con il consenso del lavoratore e con atto scritto per una durata non superiore a quella inizialmente concordata.

 

Al prestatore di lavoro temporaneo spetta un trattamento economico non inferiore a quello cui hanno diritto i dipendenti di pari livello dell’impresa utilizzatrice per effetto dei diversi livelli di contrattazione.

 

  L’azienda utilizzatrice comunicherà preventivamente alla rappresentanza sindacale aziendale o, in mancanza, alle OO.SS. territoriali aderenti alle associazioni sindacali firmatarie del CCNL il numero, le qualifiche dei lavoratori  utilizzati con contratto di lavoro temporaneo nonché le durate. Ove ricorrano motivate ragioni di urgenza e necessità la predetta comunicazione sarà effettuata entro i cinque giorni successivi alla stipula del contratto.

 

Inoltre, una volta l’anno l’azienda utilizzatrice fornirà ai destinatari di cui al comma precedente il numero dei contratti di fornitura di lavoro temporaneo conclusi, la durata degli stessi, il numero e la qualifica dei lavoratori interessati.

 

C)        I lavoratori utilizzati con i contratti di cui alle precedenti lettere A) e B) non potranno contemporaneamente superare il 30% dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, con arrotondamento all’unità superiore nei teatri che hanno fino a 15 dipendenti a tempo indeterminato e con arrotondamento all’unità inferiore nei teatri che hanno oltre 15 dipendenti a tempo indeterminato.

 

Per ciascuna tipologia non si potrà di norma superare il 20% dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, restando peraltro consentito, in situazioni particolari e previa comunicazione alla rappresentanza sindacale aziendale, elevare tale percentuale al 25%.

 

Nei casi in cui il rapporto percentuale dia un risultato inferiore a 5, resta ferma la possibilità di utilizzare fino a 4 lavoratori con i contratti di cui alle precedenti lettere A) e B).

 

 

2) CONTRATTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE

 

Per lavoro a tempo parziale, in applicazione di quanto previsto dal decreto legislativo 25.2.2000 n.61, si intende il rapporto di lavoro prestato ad orario inferiore rispetto a quello previsto dal presente contratto.

 

Il rapporto di lavoro a tempo parziale può essere di  tipo:

 

a)      orizzontale, quando la prestazione si svolge con orario ridotto rispetto all’orario normale giornaliero di lavoro;

b)      verticale e ciclico, quando la prestazione si svolge a tempo pieno limitatamente a periodi determinati nel corso della settimana, del mese o dell’anno.

 

Il rapporto di lavoro a tempo parziale può svolgersi secondo una combinazione delle modalità indicate nelle lettere a) e b) del precedente 2° comma, che contempli giornate o periodi a tempo pieno alternati a giornate o periodi ad orario ridotto o di non lavoro, specificamente indicati nella lettera d’assunzione ovvero nell’atto di trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale o di modifica della precedente determinazione della durata o della collocazione temporale della prestazione.

 

L’instaurazione del rapporto di lavoro a tempo parziale deve risultare da atto scritto, sul quale deve essere indicata la durata della prestazione lavorativa e la relativa retribuzione.

 

Il rapporto di lavoro a tempo parziale è disciplinato secondo i seguenti principi:

 

-       possono accedervi nuovi assunti o lavoratori in forza per tutte le qualifiche e mansioni previste dal presente contratto;

-       volontarietà di entrambi le parti;

-       reversibilità della prestazione da tempo parziale a tempo pieno tenuto conto delle esigenze aziendali e compatibilmente con le mansioni svolte o da svolgere, ferma restando la reciproca volontarietà;

-       priorità nel passaggio da tempo pieno a tempo parziale e viceversa dei lavoratori già in forza, rispetto ad eventuali nuove assunzioni, per le identiche mansioni.

 

Con specifico patto scritto tra lavoratore ed azienda può essere concordato lo svolgimento del rapporto di lavoro a tempo parziale secondo modalità elastiche che consentano la variabilità della collocazione temporale della prestazione lavorativa, anche determinando il passaggio da un part-time orizzontale a verticale o viceversa, ovvero ad un sistema misto.

 

L’esercizio da parte del datore di lavoro del potere di variare la collocazione della prestazione lavorativa di cui al comma precedente comporta un preavviso a favore del lavoratore di almeno dieci giorni. Per le sole ore prestate, a seguito dell’esercizio di tale potere da parte del datore di lavoro, al di fuori degli orari e degli schemi concordati all’atto dell’instaurazione del rapporto a tempo parziale ovvero di trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale, ovvero di modifica degli stessi, compete al lavoratore la maggiorazione del 10% della retribuzione oraria.

 

Il trattamento economico e gli istituti normativi del presente contratto, in quanto compatibili con il rapporto di lavoro a tempo parziale, saranno proporzionalmente commisurati alla ridotta durata della prestazione lavorativa.

 

Per il personale assunto con contratto a tempo parziale di tipo verticale o misto, la durata del periodo di prova dovrà essere computata in giornate lavorative, calcolandosi per ogni mese 26 giornate lavorative.

 

Quanto alla durata del periodo feriale, il lavoratore con rapporto a tempo parziale di tipo orizzontale ha diritto ad un periodo feriale pari a quello spettante al lavoratore a tempo pieno. Il lavoratore con rapporto a tempo parziale di tipo verticale o misto ha diritto ad un periodo feriale proporzionato alle giornate di lavoro prestate nell’anno.

 

Nei rapporti di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale o misto è consentito, previo assenso del lavoratore, lo svolgimento di prestazioni di lavoro supplementare rispetto a quelle concordate, in occasione di punte di più intensa attività, di necessità di sostituzione di lavoratori assenti ovvero per specifiche esigenze di carattere straordinario. In tal caso il ricorso al lavoro supplementare è ammesso nei limiti del 50% dell’orario ridotto pattuito. Le ore di lavoro supplementare effettuate entro tale limite sono retribuite con la maggiorazione del 15%. Per le ore di lavoro supplementare svolte oltre tali limiti si applicano le norme di legge in materia.

 

Il lavoratore a tempo parziale, che presti ore di lavoro supplementare in via continuativa, avrà diritto al consolidamento totale o parziale nell’orario base individuale della prestazione supplementare continuativa. A tal fine, per prestazione supplementare continuativa agli effetti del consolidamento si intende il lavoro supplementare che superi l’orario base individuale settimanale concordato di oltre il 30% dello stesso, per un periodo di almeno nove mesi nell’arco temporale dei dodici mesi precedenti. Il consolidamento avverrà su istanza scritta del lavoratore interessato, dovrà risultare da atto scritto e decorrerà dalla data di presentazione dell’istanza.

 

Nei rapporti di lavoro a tempo parziale di tipo verticale è consentito lo svolgimento di prestazioni lavorative straordinarie in relazione alle giornate di attività lavorativa nel rispetto delle disposizioni dettate dal presente contratto in materia di lavoro straordinario.

 

Lo svolgimento di prestazioni lavorative supplementari e straordinarie è consentito, oltre che nei rapporti a tempo indeterminato, anche nei casi di assunzioni a termine di cui all’art.1, comma 2 della legge 230/1962 e di cui a numero 1,  sub A, parte normativa del presente accordo.

 

 

3)  APPRENDISTATO

 

         Le parti, avuto riguardo all’evoluzione della disciplina legale dell’apprendistato, riconoscono in tale istituto un importante strumento per l’acquisizione delle competenze necessarie allo svolgimento del lavoro nell’ambito delle aziende teatrali.

 

         Conseguentemente le parti riconoscono la necessità di valorizzare il momento formativo del rapporto, prevedendo momenti di formazione anche esterni all’azienda.

 

         Possono essere assunti con contratto di apprendistato i giovani con età non inferiore a sedici anni e non superiore a ventiquattro, ovvero a ventisei anni nelle aree di cui agli obiettivi n.1 e 2 del regolamento (CEE) n.2081/93 del Consiglio del 20 luglio 1993, e successive modificazioni.

 

         La durata del rapporto di apprendistato è graduata in relazione alla qualifica da conseguire, con le seguenti modalità:

 

 

       Livello di inquadramento                                                              Durata in mesi

 

       - Livelli 1° A e 1°                                                                                    36

       - Livelli 2° e 3°                                                                                        24

       - Livelli 4°, 5° e 6°                                                                                  18                                 

      

                                                                                                                           

         La retribuzione dell’apprendista viene determinata dalle percentuali di seguito riportate del minimo tabellare, dell’importo a titolo di e.d.r., e.a.r., e dell’indennità di contingenza del livello di appartenenza :1° semestre: 70; 2° semestre: 80; 3° semestre: 85; 4° semestre: 90; 5° semestre: 95.

 

         L’impegno formativo dell’apprendista è graduato in relazione all’eventuale possesso di un titolo di studio corrispondente alle mansioni da svolgere, con le seguenti modalità:

 

 

 

       Titolo di studio                                                                                    Ore di formazione                       

       Scuola dell’obbligo                                                                                        120

        Attestato di qualifica e diploma di scuola media superiore                           100

        Diploma universitario e diploma di laurea                                                       80

 

 

          La contrattazione integrativa può stabilire un diverso impegno formativo e specifiche modalità di svolgimento della formazione interna ed esterna.

 

          Le attività formative svolte presso più datori di lavoro, così come quelle svolte presso gli istituti di formazione, si cumulano ai fini dell’assolvimento degli obblighi formativi.

 

       Agli apprendisti di livello 1°A e 1° non possono essere attribuite mansioni di coordinamento tecnico-funzionale di altri lavoratori.

        

       Il periodo di prova ha la durata di 1 mese, prorogabile d’intesa per un altro mese.  Durante tale periodo ciascuna delle parti può recedere senza preavviso. Il periodo di prova seguito da conferma è computato ai fini del periodo di apprendistato.

 

         Al termine del periodo di apprendistato, al lavoratore che venga confermato in servizio viene attribuita la medesima qualifica per la quale si è svolto l’apprendistato.

 

          L’apprendista non in prova assente dal lavoro per malattia ha diritto alla conservazione del posto per tutta la durata della malattia, sino ad un massimo di 10 mesi, mentre la durata del rapporto di apprendistato viene prorogata per un tempo equivalente all’assenza  nel caso di malattie di durata superiore a 30 giorni lavorativi.

      

         In caso di più assenze il periodo di conservazione del posto si intende riferito ad un arco temporale di 36 mesi.

 

         All’apprendista assente per malattia spetta, nell’ambito del periodo contrattuale di conservazione del posto di cui ai commi precedenti, il trattamento previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

 

         Agli effetti del trattamento di cui sopra è considerata malattia anche l’infermità derivante da infortunio non sul lavoro purché esso non sia determinato da eventi gravemente colposi imputabili all’apprendista.

 

         Tale trattamento non è cumulabile con eventuale altro trattamento che per lo stesso titolo sia in atto o venga istituito in avvenire.

 

          L’apprendista assente dal lavoro per infortunio sul lavoro ha diritto al seguente trattamento:

 

1)    conservazione del posto per un periodo pari a quello per il quale viene corrisposta

      dall’INAIL l’indennità temporanea;

 

2)    corresponsione, da parte dell’azienda, oltre all’intera retribuzione per la giornata nella quale è avvenuto l’infortunio, di un’integrazione, a partire dal giorno seguente l’infortunio e fino alla scadenza dell’anzidetto periodo di conservazione del posto, dell’indennità erogata dall’INAIL fino a raggiungere il 100% della sua normale retribuzione giornaliera netta.

 

       Per tutto quanto non è previsto nel presente articolo si fa riferimento alla normativa contrattuale.

 

 

4) CONTRATTO DI FORMAZIONE LAVORO

 

       Per la disciplina del contratto di formazione e lavoro si fa riferimento alle norme di legge ed agli accordi interconfederali vigenti in materia.

 

 

5) FLESSIBILITA’ DEGLI ORARI DI LAVORO

 

       Gli articoli 43 e 54 del CCNL 28.5.1996 sono così sostituiti:

 

“Considerate le particolari caratteristiche del settore, allo scopo di realizzare obiettivi di maggiore produttività aziendale che possano anche favorire il potenziamento della produzione e lo sviluppo di iniziative di servizio sul territorio, di contenere l’entità del ricorso al lavoro straordinario e di assicurare il miglior utilizzo delle professionalità, viene introdotta la flessibilità dell’orario contrattuale di lavoro.

 

       Per far fronte alle variazioni dell’attività e nell’intento di realizzare gli obiettivi di cui sopra, potranno essere adottati –avuto riguardo alle previsioni di cui all’art.13 della legge 196/1997 – sistemi di distribuzione dell’orario di lavoro per periodi plurisettimanali, comunque non superiori alla stagione teatrale, intendendosi per tali sistemi di distribuzione dell’orario di lavoro che comportano settimane lavorative a 40 ore settimanali e settimane lavorative a maggiore o minore orario sia per tutta l’azienda, che per reparti, uffici, aree di lavoro, gruppi di lavoratori, specifiche mansioni e singoli lavoratori, fermo restando il  mantenimento della media delle 40 ore settimanali ed il non superamento delle 48 ore di lavoro per singola settimana.

 

       L’adozione della flessibilità e le conseguenti modalità applicative, secondo i criteri di cui appresso, dovranno essere concordate in sede di esame tra direzioni aziendali e rappresentanze sindacali aziendali. In assenza di queste ultime, le predette intese saranno definite tra le direzioni aziendali ed i rappresentanti delle organizzazioni sindacali stipulanti il CCNL.

 

A fronte del superamento dell’orario contrattuale sarà prevista:

 

-             una  corrispondente entità di ore di riduzione in periodi di minore attività lavorativa. In tal caso i lavoratori interessati percepiranno la retribuzione relativa all’orario settimanale contrattuale sia nei periodi di superamento che in quelli di corrispondente riduzione dell’orario contrattuale;

 

-             oppure la concessione di ferie aggiuntive o riposi compensativi per un numero di giorni rapportato all’entità di ore di superamento dell’orario contrattuale,  restando inteso che i lavoratori percepiranno nei periodi di superamento la retribuzione relativa all’orario settimanale contrattuale.

 

Resta inteso che le ore prestate in eccedenza all’orario  concordato saranno da considerare straordinarie a tutti gli effetti e, salvo diverse intese intervenute tra le parti, saranno retribuite in regime straordinario nel mese di competenza”.

 

 

 

 

 

 

6) RIMBORSO SPESE PASTO

 

I commi 4, 5, 6 e 7 dell’art. 42 ed i commi 3, 4, 5 e 6 dell’art. 53 del CCNL 28.5.1996 sono sostituiti dai seguenti:

 

“In caso di mancato intervallo per il pasto è dovuto al lavoratore un importo a titolo di rimborso spese che, dall’1.5.2001, è fissato in L. 14.900.

 

A decorrere dal 2002 e con effetto dal 1° gennaio di ogni anno il rimborso spese di cui sopra sarà rideterminato sulla base del 100% della variazione intervenuta nell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati elaborato dall’ISTAT.

 

A tal fine saranno raffrontati gli indici di dicembre di ciascun anno dal 2001 in poi con l’indice del mese di dicembre 2000 che sarà fatto uguale a 100.

 

Sulla misura risultante dall’aumento sarà operato l’arrotondamento per eccesso a 100 lire”.

 

I commi 5, 6, 7 e 8 della lettera D) della Disciplina normativa ed economica del personale addetto alle rappresentazioni in palcoscenico ed in sala di cui al CCNL 28.5.1996 sono sostituiti dai seguenti:

 

“Qualora tra la fine della rappresentazione individuale relativa al primo spettacolo e l’inizio della prestazione individuale relativa al secondo spettacolo non intercorra un intervallo di almeno un’ora, è dovuto un importo a titolo di rimborso spese che, dal 1.5.2001, è fissato in lire 8.000.

 

A decorrere dal 2002 e con effetto dal 1° gennaio di ogni anno, il rimborso spese di cui al precedente 5° comma sarà rideterminato sulla base del 100% della variazione intervenuta nell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati elaborato dall’ISTAT.

 

A tal fine saranno raffrontati gli indici di dicembre di ciascun anno dal 2001 in poi con l’indice del mese di dicembre 2000 che sarà fatto uguale a 100.

 

Sulla misura risultante dall’aumento sarà operato l’arrotondamento per eccesso a 100 lire”.

 

 

7) INDENNITA’ DI CASSA

 

       La percentuale dell’indennità di cassa di cui all’art. 46 del CCNL 28.5.1996 è fissata nel 9,50% con decorrenza dal 1/1/2002 e nel 10% con decorrenza dal 1/7/2003.

 

 

8) TRASFERTE

 

 

       Al lavoratore in trasferta per esigenze di servizio spetta, oltre alle spese di viaggio, una indennità in cifra fissa di lire 145.000 (lire  85.000 pernottamento, lire 30.000 per un pasto, lire 30.000 per un altro pasto) con decorrenza dal 1/4/2001 e di lire 150.000 (lire 90.000  pernottamento, lire 30.000 per un pasto, lire 30.000 per un altro pasto) con decorrenza 1/09/2001.

 

       Qualora il lavoratore in trasferta effettui prestazioni particolari notturne della durata di 7 ore l’importo dell’indennità è fissato in lire 60.000 (lire 30.000 per un pasto, lire 30.000 per un altro pasto).

 

       L’indennità relativa al pasto non spetta al lavoratore qualora il rientro dalla trasferta avvenga entro le ore 14,00 od entro le ore 21,30.

 

       Fermi restando gli importi di cui ai precedenti 1° e 2° comma, i criteri e modalità di corresponsione dell’indennità di trasferta saranno concordati a livello aziendale. In tale sede potrà eventualmente essere concordato il sistema del rimborso a pie’ di lista documentato nei limiti degli importi di cui al 1°  e 2° comma.

 

       Il trattamento per le trasferte all’estero è rinviato ad accordi in sede aziendale.

 

 

9) ASSETTI CLASSIFICATORI E PARAMETRALI

 

       L’Anet e le OO.SS. sottoscrittrici del contratto si impegnano a riesaminare gli assetti classificatori e parametrali delle diverse categorie di personale per il tramite di una apposita Commissione tecnica pariteticamente costituita.

 

       I lavori della Commissione dovranno ispirarsi all’esigenza di un adeguato rispetto e di una giusta valorizzazione dei diversi livelli di professionalità, della doverosa valutazione delle necessarie compatibilità economiche, della ricerca dei più idonei criteri di flessibilità e fungibilità delle mansioni. I lavori saranno conclusi in tempo utile perché i relativi esiti possano costituire oggetto di esame e contrattazione in sede di rinnovo della parte normativa del contratto collettivo nazionale del lavoro.

 

 

10) APPALTI

 

Le direzioni aziendali informeranno preventivamente le rappresentanze sindacali aziendali e le OO.SS. territoriali di categoria dell’affidamento di servizi all’esterno, nei termini e secondo gli schemi procedurali di cui all’art.32 del CCNL.

 

L’ANET e le Organizzazioni sindacali dei lavoratori, nel convenire sulla esigenza di ottimizzare le capacità produttive interne dei teatri nella logica della migliore utilizzazione delle risorse, concordano altresì, ai fini di una più efficace tutela dei lavoratori per quanto concerne il rispetto degli obblighi previsti in materia di lavoro, che i teatri inseriranno nei contratti di appalto una apposita clausola che preveda l’osservanza da parte delle imprese appaltatrici degli obblighi ad esse derivanti dalle norme di legge nonché dai contratti di lavoro del settore merceologico cui appartengono le imprese appaltatrici stesse.

 

I teatri non si avvarranno di aziende che risultino inadempienti agli impegni sottoscritti.

 

 

 

 

 

11) FORMAZIONE PROFESSIONALE

 

Le parti attribuiscono alla formazione, all’aggiornamento ed alla riqualificazione professionale dei lavoratori un ruolo strategico per l’elevazione degli standards qualitativi dell’offerta al pubblico.

 

Dichiarano pertanto il loro impegno ad attivarsi sia in sede nazionale che aziendale per:

 

-       l’individuazione degli opportuni strumenti finalizzati alla formazione permanente, alla riqualificazione ed all’arricchimento professionale dei lavoratori, in particolare nei casi di ristrutturazioni aziendali e di rilevanti innovazioni tecnologiche;

-       la definizione dei criteri di svolgimento delle attività formative, sia in orario di lavoro che    fuori orario di lavoro;

-       la realizzazione di ogni possibile intesa volta ad agevolare la concessione di finanziamenti comunitari e nazionali nell’ambito delle risorse destinate alla formazione;

-       la definizione, con gli organi istituzionali preposti, di procedure semplificate per l’accesso a detti finanziamenti.

 

In questo quadro le parti, considerata la competenza primaria delle Regioni in materia di formazione professionale, impegnano in particolare le proprie strutture territoriali ad attivare e sviluppare il confronto con gli Assessorati regionali al lavoro ed alla formazione al fine di realizzare opportune sinergie tra le rispettive iniziative.

 

Le parti procederanno alla costituzione di un’apposita commissione composta da 3 rappresentanti dei teatri e 3 rappresentanti delle OO.SS. firmatarie del presente accordo per attività di studio, documentazione, acquisizione dati e, comunque, per ogni approfondimento della materia formativa nonché per la formulazione di indirizzi e di progetti.

 

 

12) PREVIDENZA COMPLEMENTARE

 

       Le parti condividono l’obiettivo di perseguire la costituzione per i lavoratori dipendenti di un Fondo di previdenza complementare.

 

       Preso atto delle prospettive emergenti per l’avvio di un tavolo di confronto intercategoriale  in tema di previdenza complementare nel comparto dello spettacolo, le parti si danno atto che, qualora il confronto produca una intesa quadro di riferimento sulla materia, si incontreranno per riassumere i contenuti dell’intesa nell’ambito del contratto collettivo  nazionale di lavoro del personale dipendente dagli esercizi teatrali.

 

       Nel caso in cui il tavolo negoziale non produca intese in tal senso, le parti si incontreranno per ogni conseguente determinazione.

 

       In previsione di quanto sopra, resta fin d’ora inteso che:

 

1) saranno soci e destinatari delle prestazioni del Fondo di previdenza complementare tutti i lavoratori, non in prova, dipendenti con contratto a tempo indeterminato, che volontariamente vi aderiscano, esclusi i lavoratori che già fruiscano di un fondo di previdenza aziendale. Le parti si riservano di valutare la possibilità di adesione al fondo anche dei lavoratori con  contratto di lavoro a tempo determinato.

2)          L’adesione al Fondo comporterà una contribuzione mensile per 12 mensilità annue a carico del datore di lavoro pari all’1% ed una contribuzione mensile per 12 mensilità annue a carico del lavoratore pari all’1%, entrambe calcolate sui seguenti elementi della retribuzione: minimo tabellare, indennità di contingenza, e.d.r., e.a.r., aumenti periodici di anzianità.

3)     L’obbligo contributivo a carico del datore di lavoro sarà assunto dal teatro nei confronti dei lavoratori che aderiranno al Fondo e, pertanto, la corrispondente contribuzione non sarà dovuta né si convertirà in alcun trattamento sostitutivo o alternativo anche di diversa natura, sia collettivo che individuale, a favore dei lavoratori che, per effetto della mancata adesione, non conseguano la qualifica di socio del Fondo, ovvero la perdano successivamente.

4)     Per i lavoratori di prima occupazione successiva al 28 aprile 1993 è prevista, in caso di adesione al Fondo, l’integrale destinazione del trattamento di fine rapporto maturando nell’anno. Per tutti gli altri lavoratori è previsto il versamento al Fondo di una quota pari al 25% del trattamento di fine rapporto maturando nell’anno.

5)     I contributi a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori decorreranno dalla data di adesione dei singoli lavoratori al Fondo costituito ed operante.

6)     Eventuali Fondi pensione costituiti in sede aziendale antecedentemente al D.Lgs. n.124/1993 e successive modificazioni ed integrazioni continueranno la loro esistenza sino alle determinazioni delle assemblee dei soci e delle parti sociali. I dipendenti dei teatri, sino a quando manterranno la propria iscrizione ai Fondi preesistenti, non avranno diritto di adesione al costituendo Fondo di previdenza complementare intercategoriale, restando inteso che i trattamenti contributivi in atto aziendalmente sostituiscono a tutti gli effetti quelli previsti dal presente accordo.

 

 

13) PROTOCOLLO AGGIUNTIVO

 

-      Premesso il forte impegno delle parti perché nell’ambito degli esercizi teatrali sia assicurato il rispetto delle vigenti disposizioni legislative in tema di sicurezza e salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro;

 

-      riaffermata la necessità che ad un’adeguata opera di informazione e formazione del personale si accompagni l’osservanza da parte dei lavoratori delle disposizioni loro impartite al fine di eliminare o contenere i rischi del lavoro;

 

-      richiamato e confermato quanto previsto dall’accordo interconfederale 22.6.95 recepito nel settore degli esercizi teatrali con l’accordo di rinnovo contrattuale 28.5.1996,

 

-  si conviene quanto segue  -

 

A)         Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

 

Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è eletto dai lavoratori al loro interno nelle strutture fino a 15 dipendenti e nell’ambito della RSU nelle strutture con più di 15 dipendenti.

Il RLS resta in carica 3 anni ed ha diritto ad ore di permesso per l’espletamento della propria funzione nelle seguenti misure:

 

-             strutture fino a 15 dipendenti: 30 ore annue

 

-             strutture con oltre 15 dipendenti: 40 ore annue

 

Non vengono imputate al monte ore di cui sopra le ore utilizzate per gli adempimenti di cui all’art.19, lettere b,c,d,g,i,l  del D.Lgs. n.626/1994.

 

L’elezione si svolge a suffragio universale ed a scrutinio segreto.

 

L’utilizzazione dei permessi deve essere richiesta al datore di lavoro per iscritto e con un anticipo di almeno 48 ore. Analogo termine deve essere osservato per le visite del RLS ai luoghi di lavoro.

 

Il RLS espleta i compiti previsti dall’art.9 del D.Lgs. n.626/1994, come modificato dal D.Lgs. n.242/1996 e, in particolare:

 

-         è consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione del rischio, all’individuazione, programmazione, realizzazione e verifica delle attività di prevenzione;

 

-         è consultato sulla designazione degli addetti al servizio di prevenzione, all’attività di prevenzione incendi, al pronto soccorso, all’evacuazione dei lavoratori;

 

-         riceve informazioni e documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi ed alle misure di prevenzione;

 

-         riceve informazioni provenienti dai servizi di vigilanza in merito ad argomenti attinenti alla salute e alla sicurezza;

 

-         può presentare proposte per l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori;

 

-         presenta proposte ai fini dell’informazione, della sensibilizzazione e della formazione dei lavoratori in materia di sicurezza e prevenzione degli infortuni;

 

-         esamina con la direzione aziendale le eventuali esigenze di manutenzione finalizzata alla prevenzione e sicurezza;

 

-         partecipa alle riunioni periodiche previste dalle leggi;

 

-         avverte il responsabile dell’azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività.

 

Il RLS ha diritto ad una formazione di almeno 32 ore ed il programma deve comprendere:

 

-         conoscenze generali su obblighi e diritti previsti dalla normativa in materia di igiene e sicurezza del lavoro;

 

-         conoscenze generali sui rischi dell’attività e sulle relative misure di prevenzione e protezione;

 

-         metodologie sulla valutazione del rischio;

 

-         metodologie minime di comunicazione.

 

B – Riunioni periodiche

 

       Le riunioni periodiche previste dall’art.11 del D.Lgs n.626/94 devono essere comunicate con un preavviso di almeno 5 giorni lavorativi e con un ordine del giorno scritto.

 

       Il RLS può chiedere comunque la convocazione di una ulteriore riunione al presentarsi di gravi e motivate situazioni di rischio o di significative variazioni delle condizioni di lavoro dell’azienda.

 

C – Organismo paritetico nazionale

 

L’Osservatorio di cui all’art.37 del vigente CCNL assume anche i seguenti compiti in materia di sicurezza  e salute dei lavoratori:

 

-     promozione della costituzione degli organismi paritetici territoriali e coordinamento della loro attività;

-     promozione di attività formative dirette ai componenti degli organismi paritetici territoriali;

-     definizione di linee guida e di posizioni comuni in materia di igiene e sicurezza sul lavoro – valutando eventuali esperienze e intese già operanti in ambito settoriale – di riferimento per gli organismi paritetici territoriali anche in relazione alla definizione dei progetti formativi in ambito locale;

-     promozione dello scambio di informazioni e di valutazione degli aspetti applicativi della vigente normativa e delle iniziative delle pubbliche autorità e di altre istituzioni.

 

D) – Organismi paritetici territoriali

 

       A livello regionale o interregionale sono costituiti Organismi paritetici territoriali con i seguenti compiti:

 

-      composizione delle controversie relative all’applicazione delle norme riguardanti i diritti di rappresentanza,  informazione e formazione previsti dalle norme vigenti. Le parti interessate si impegnano ad adire l’OPT per ogni controversia in materia;

 

-      elaborazione di progetti formativi inerenti le materie della sicurezza e salute dei lavoratori;

 

-      informazione dei soggetti interessati sui temi della salute e sicurezza;

 

-      tenuta di un elenco contenente i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza eletti o designati nelle aziende del territorio di competenza dell’organismo;

 

-      trasferimento dei dati di cui sopra all’O.P.N.

 

 

 

PARTE ECONOMICA

 

Lavoratori dipendenti dagli esercizi teatrali siti nelle città capoluogo di regione o di provincia

 

1)    A decorrere dall’1/5/2001 i minimi retributivi mensili lordi sono così stabiliti:

 

Livelli                          A*                     B**                    C***                                             

1A                        1.160.662              89.610                  453.353

                         1.039.550              80.260                        408.555

                            867.974              67.013                        342.254

                            777.140              60.000                        310.000

                            711.536              54.935                        277.746

                            635.841              49.091                        252.659

                            595.470              45.974                        213.237

                            504.636              38.961                        179.191

 

*              Minimi tabellari mensili lordi

**   Importi mensili lordi a titolo di elemento distinto dalla retribuzione utili ai soli effetti della tredicesima mensilità, del premio annuale, delle ferie, del trattamento di fine rapporto, dell’indennità di preavviso e delle festività nazionali ed infrasettimanali. 

*** Importi mensili lordi a titolo di elemento aggiuntivo dei minimi tabellari mensili utili a tutti gli effetti contrattuali con esclusione degli aumenti periodici di anzianità. Tali importi sono comprensivi, assorbendoli, di quelli previsti allo stesso titolo dall’accordo 18.11.1997.

 

 

2)  A decorrere dall’1/7/2001 fermi restando i minimi tabellari mensili lordi di cui al precedente punto  A e gli importi mensili lordi a titolo di elemento distinto dalla retribuzione di cui al precedente punto B, gli importi mensili lordi a titolo di elemento aggiuntivo dei minimi tabellari mensili utili a tutti gli effetti contrattuali con esclusione degli aumenti periodici di anzianità sono stabiliti nella misura di cui appresso e sono comprensivi, assorbendoli, di quelli indicati al precedente punto C:

 

 

Livelli                     C***

                                             

1A                          497.226        

                                448.092

                                375.375

                                340.000

                                304.625

                                277.110

                                233.873 

                                196.532

 

 

3) A decorrere dall’1/11/2001 fermi restando i minimi tabellari mensili lordi di cui al precedente punto A e gli importi mensili lordi a titolo di elemento distinto dalla retribuzione di cui al precedente punto B, gli importi mensili lordi a titolo di elemento aggiuntivo dei minimi tabellari mensili utili a tutti gli effetti contrattuali con esclusione degli aumenti periodici di anzianità sono stabiliti nella misura di cui appresso e sono comprensivi, assorbendoli, di quelli indicati ai precedenti punti C:
 
 
Livelli                     C***  

 

1A                                544.023                           

                                 490.265

                                 410.704

                                 372.000

                                 333.295

                                 303.191

                                 255.884

                                 215.029

 

4)    Relativamente al periodo 1/4/1999 – 30/4/2001 ed a totale e completa copertura di tale periodo, sarà corrisposto ai lavoratori in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato alla data di stipulazione del presente accordo e già in forza alle aziende alla data dell’1/4/1999 un importo una tantum nelle misure lorde appresso indicate:

 

 

Livelli                                      una tantum

 

1°A                                                  511.000

                                                           461.000

                                                           386.000

                                                           350.000

                                                           313.000

                                                           285.000

                                                           240.000

                                                           202.000

 

L’importo una tantum sarà proporzionalmente ridotto per i lavoratori assunti dopo il 1/4/1999 con contratto di lavoro a tempo indeterminato ed in forza alle aziende alla data di stipulazione del presente accordo.

 

Al personale che sia stato assunto a termine per l’intera durata della stagione teatrale 1999-2000 l’importo una tantum di cui sopra spetterà nella misura di tanti venticinquesimi per quanti sono i mesi interi di effettivo servizio prestato nel periodo 1/4/1999 – 30/4/2001.

 

L’importo una tantum, come sopra determinato, sarà corrisposto entro il 31 maggio 2001 e non sarà considerato utile agli effetti dei vari istituti contrattuali nonché della determinazione del trattamento di fine rapporto.

 

Al personale addetto alle rappresentazioni in palcoscenico ed in sala che sia stato assunto a termine per l’intera durata della stagione teatrale 1999-2000 sarà corrisposto, per ciascuna prestazione effettivamente resa dall’1/4/1999 al 30/4/2001, un importo lordo una tantum pari a:

 

 

-       capo macchinista e capo elettricista                               L. 600

-       collaboratori di palcoscenico e sarti                               L. 500

-       maschere ingresso                                                    L. 400

-       maschere di sala, addetti alle toilettes e guardaroba             L. 300

 

L’importo una tantum, come sopra determinato, sarà corrisposto entro il 31 maggio 2001 e non sarà considerato utile agli effetti dei vari istituti contrattuali nonché della determinazione del trattamento di fine rapporto.

 

 

 

Lavoratori dipendenti degli esercizi teatrali siti nelle città non capoluogo di regione o di provincia

 

I minimi retributivi mensili lordi dei lavoratori dipendenti dagli esercizi teatrali siti nelle città non capoluogo di regione o di provincia saranno stabiliti con accordi locali tenuta presente la situazione economica degli esercizi teatrali nelle singole località. In ogni caso tali minimi non dovranno risultare superiori a quelli in vigore nei capoluoghi di regione o di provincia.

 

 

 

 DECORRENZA E DURATA

 

Salvo quanto diversamente stabilito dalle singole disposizioni, il presente accordo decorre dall’1/4/99 e resterà in vigore fino al 31/12/2003 per la materia normativa e fino al 31/12/2001 per la materia economica.

 

 

           Letto, confermato e sottoscritto.

 

 

 

                                                                        SLC-CGIL                          

 

 

 

           ANET                                                     FISTEL-CISL

        

 

 

 

                                                                        UILSIC-UIL